15 settembre 2008

Perché non vincerete mai alle aste al ribasso

Comprare una TV da 42'' o una Porsche Boxster con qualche euro su un'asta al ribasso (AsteClickBidPlaza, YouBid o simili) può sembrare realisticamente possibile.

Navigando in rete, ho trovato questa ricerca di Piero Tofy che rovina un po' i vostri (ehm... nostri :-) sogni. Secondo Piero:

Esistono giocatori "professionisti" su siti come BidPlaza che - matematicamente - escludono quasi interamente i giocatori occasionali dalla possibilità di vincere. Al momento in cui scrivo, un iPod Touch 16 GB su Bidplaza è venduto al prezzo medio ponderato di 1,87 euro e coprendo tutte le offerte comprese tra 1,00 euro e 2,00 euro l'autore ha probabilità 1/2 di aggiudicarsi l'oggetto. [...] Tenendo conto che su Bidplaza esiste più di uno di questi giocatori (il che non esclude nemmeno il fatto che si mettano d'accordo, ma questa è solo un'ipotesi) [...] è possibile vincere su questo sito oppure no? La risposta varia a seconda della vostra disponibilità di denaro:

  • Se volete tentare la fortuna di tanto in tanto facendo 1 o 2 offerte per oggetto NON puntate mai su beni di alto valore come auto, TV, cellulari o qualsivoglia oggetto di valore superiore ai 100-200 euro.
  • Se avete grandi quantità di denaro e siete disposti a rischiarli, con un po' di accuratezza nella scelta delle offerte e con una buona dose di fortuna potete mirare a puntare su beni di maggior valore.

[leggi tutto l'articolo]

Piero ha analizzato statisticamente lo storico delle aste e ne ha tratto le conclusioni di cui sopra. Mi sembrano verosimili, in effetti la tecnica che illustra ha molto senso. Non ho dati disponibili per approfondire e non ho la possibilità di parlarne con i responsabili di questi siti per avere il contraddittorio.

Non deve però stupire il fatto in sé: in fondo, anche su eBay gli utenti "professionisti" hanno (quasi) sempre vinto a colpi di sniping. L'effetto su eBay si diluisce perchè ci sono milioni di oggetti in vendita ogni giorno e la probabilità di trovare un'asta senza furbetti è alta. Nelle aste al ribasso invece ci sono poche decine di oggetti per volta (!), quindi tutti guardano gli stessi oggetti. Per mitigare il fenomeno i siti di aste al ribasso potrebbero aumentare gli oggetti in vendita contemporaneamente, oppure consentire solo la puntata a valore singolo (es. 0.05 cent) e non a intervallo (da 0.05 a 0.50 cent).

11 settembre 2008

Intervista su Internet Magazine

Internet Magazine Settembre 2008

Il post di Luisa e il commento di Maurizio mi ricordano :-) che su Internet Magazine di questo mese si parla di Web Writing. L'articolo è una "intervista tripla" a Luisa Carrada, me e Maurizio Barbarisi "Briciolanellatte".

E' un onore condividere la rubrica con due miti della comunicazione :-) 

Leggi intervista

1 agosto 2008

Il dominio Cuil.com è costato più di 4.000$. E Cuil.it va a...

I domini .com a 4 lettere sono ormai tutti presi, così ho provato a controllare cosa ci fosse su Cuil.com prima del motore di ricerca. Il dominio era semplicemente in vendita per speculazione, e dall'ultimo snapshot del 21/05/2007 di Archive.org si deduce che sia stato acquistato da Cuil per almeno 4.250$:


Source: Archive.org - On May 21, 2007 Cuil.com was for sale for 4,250 USD

Il dominio è interessante perchè si pronuncia come cool, ma ha anche dei notevoli rischi: molti si sono già accorti cosa succede se si inverte la i con la l :-)

Invece, Cuil.it era ancora libero: il 28 luglio mattina è però entrato in fase di registrazione, chissà quanti hanno provato a prenderlo. Dal 1 agosto il dominio è stato ufficialmente assegnato alla InterAffari di Sasso Marconi.

6 giugno 2008

Testare un sito su tutti i browser e risoluzioni

Chi fa un sito Web dovrebbe testarlo su diversi browser, variando risoluzione dello schermo, colori, sistema operativo, JavaScript e così via. E pochi hanno tempo/voglia/mezzi per farlo.

Per fortuna ci sono dei siti dedicati: il mitico Browsershots genera gli screenshot di un sito su tutte le combinazioni di browser/sistema operativo/risoluzione/JavaScript/Java/Flash:

Unico difetto: non permette di variare la dimensione dei caratteri. Sembra una sciocchezza, ma - almeno in Windows - font di sistema a 120dpi sballano molti layout. Non è come aumentare la grandezza dei font in Firefox o IE: i font del sistema operativo impattano anche su finestre, margini, ecc. Con gli schermi 16:9 e le alte risoluzioni, ci sono sempre più utenti che li ingrandiscono per riuscire a leggere qualcosa :-). Io sono tra questi e vedo molti siti che non sono compatibli. Piccolo esempio: guardate cosa succede su IE6+ ai famosi box stondati di RoundedCrnr (e a tutti i siti che li usano):

22 maggio 2008

La benzina è un lusso e va all'asta sul Web

I prezzi della benzina e del diesel sono alle stelle, e questa non è certo una novità (volete provare a risparmiare? fate un giro su PrezziBenzina.it).

AsteClick ha fiutato l'opportunità marketing e ha inserito tra le sue aste al ribasso un buono da 1.000 euro di carburante, in mezzo ad ambiti prodotti come iMac, TV LCD a 46 pollici e videocamere digitali!

La benzina all'asta su AsteClick

Per dare più risalto alla notizia e avviare un po' di passaparola, il sito ha mandato una email dedicata ai suoi iscritti. 

PS: In realtà le "aste al ribasso" come quelle di AsteClickBidPlaza, YouBid e simili sono più vicine ad una lotteria che ad un'asta al ribasso.

6 maggio 2008

Intervento a Sky TG24

Stamattina sono intervenuto a Sky TG24 Mattina. Per chi è curioso, ecco il video

Una precisazione: il mio blog non è stato il primo a pubblicare i dati delle dichiarazioni (come si accenna nel video), ma solo tra i primi a pubblicare la notizia :-)

 

30 aprile 2008

Tutti i redditi degli italiani online: scopri quanto guadagnano gli altri

[UPDATE: Grazie a questo post e al passaparola, il blog è stato visitato in pochi giorni da più di 100.000 utenti. Sono stato ospite a Sky TG24 per commentare la vicenda.]
Agenzia delle Entrate Quante volte vi siete detti "mi piacerebbe sapere quanto guadagna quello lì"?

Da oggi non ci sono più segreti: tutti i redditi degli italiani sono pubblici e online [fonte: Metro]! O meglio, i redditi dichiarati - che non sempre coincidono con quelli reali... ma in ogni caso è già qualcosa. Qualcosa di sconvolgente, perché ho scoperto che nel 2005 (per adesso c'è solo quell'anno) il mio dentista dichiarava 6.000 euro e il mio collega che gira in SUV era sotto i 10.000 euro!

Il famigerato elenco dei redditi

COME ACCEDERE AGLI ELENCHI [UPDATE: la procedura ormai non funziona più]: basta andare nella pagina degli uffici locali delle Agenzie delle Entrate, scegliere la regione e l'ufficio di competenza. Per esempio Roma o Milano, ma si può scegliere qualsiasi comune (di solito si inizia col proprio :-). Selezionare Persone Fisiche, inserire il codice di sicurezza e premere Download. Et voilà, in pochi secondi avrete un TXT con l'elenco dei contribuenti in ordine alfabetico! Tenete presente che le grandi città hanno più uffici, e gli elenchi sono divisi in sotto-elenchi per iniziale di cognome.

E' legale questo elenco pubblico che se ne infischia della privacy? Da una rapida ricerca su Internet sembra di sì, perché previsto addirittura dai provvedimenti del Garante della Privacy. Chi può dare un parere legale più preciso può commentare il post.

In ogni caso l'elenco è un po' inquietante, ho la sensazione che non rimarrà pubblico a lungo :-)

[12.43: sito delle Agenzie delle Entrate ormai intasato, notizia riportata adesso anche dal Corriere della Sera]
[14.52: Il sito è stato momentaneamente (o definitivamente?) oscurato, non è più possibile scaricare i file TXT, lo dicevo io... :-)]

[UPDATE: A scanso di equivoci, questo blog non ha mai pubblicato i dati sulle dichiarazioni, ma solo rilanciato la notizia. Inoltre, i commenti che potevano in qualche modo indicare dati sensibili non sono visibili.]

27 febbraio 2008

Senza AdSense MYmovies avrebbe chiuso

MYMovies

Nello speciale Mi metto in proprio.com di Millionaire di marzo, si scoprono dei retroscena interessanti sulla nascita di alcune startup Web italiane. Mi ha colpito la testimonianza di MYmovies, un caso reale che dimostra come Google AdSense abbia rivoluzionato i modelli di business su Internet. Chi fa Web dagli anni '90 sa di cosa parlo ;-)

MYmovies oggi è il primo sito italiano di cinema per visitatori, con oltre 2,3 milioni di utenti unici al mese. Nel 2007 ha fatturato 600.000 euro. Ma l'ad Gianluca Guzzo racconta...

[nel 2000] gli utenti non mancavano - 200-300mila al mese - ma non si riusciva a trasformarli in valore [...] La svolta arriva tre anni fa quando [...] Google ha cominciato a vendere spazi pubblicitari [...] Finalmente il sito comincia a produrre utili [...] e [oggi] il fatturato è generato per il 60% dalla pubblicità [dal 2006 però la pubblicità è gestita in esclusiva da Dada ndr].

E' esattamente quello che dicevo nel post su PlentyOfFish.com: "il modello AdSense permette a chiunque di monetizzare la sua idea. E' vero, PlentyOfFish potrebbe valere qualche miliardo di dollari, ma cosa e' il valore? Se non viene qualche signore in giacca e cravatta che ti acquisisce o ti finanzia, quei soldi non li vedrai mai. Peggio ancora, lo dovrai andare a cercare tu: Bill Gates era un geek come Markus, ma ha dovuto convincere di persona i manager di IBM per vendere il suo MS-DOS. Forse un giorno PlentyOfFish sara' acquisito, ma intanto Markus guadagna oggi e guadagna milioni. Con Internet e AdSense un bravo e timido 18enne puo' fare i soldi senza muoversi dalla sua camera e indebitandosi poco o niente." (leggi tutto)

Per la cronaca, nell'ottobre 2007, MYmovies è stata acquisita da IBS. E nella rivista si trova anche la storia di IBS, con la sua oculata strategia "lenta": "3-4 anni con perdite sostenibili, poi il pareggio e infine gli utili". Ma questa è un'altra faccenda perchè parliamo di e-Commerce :-)

19 febbraio 2008

Network Solutions registra silenziosamente ogni dominio controllato: come evitare la trappola

Network Solutions

Quando devo controllare la disponibilità di un dominio .com, uso la comoda interfaccia di Network Solutions; se è libero però lo registro su GoDaddy, dato che fa un prezzo più basso del 70% :-). Anche se c'è chi documenta la bassa qualità del servizio, GoDaddy è indispensabile per abbattere i costi di parking dei domini (ne ho circa 60 :-).

Bene, da qualche settimana non si può più fare: se cercate un dominio su Network Solutions ed è disponibile, dopo pochi secondi sarà registrato dalla stessa NetSol! Su tutti gli altri siti - come GoDaddy o Register.it - il dominio apparirà come registrato. Potrete acquistarlo solo da networksolutions.com!

La procedura (deprecabile ma legale, se l'AntiTrust non interviene) è documentata in dettaglio su Wikipedia. Dalle prove mi è sembrato che non tutti i domini siano registrati in tempo reale (potrebbe dipendere da fattori quali il numero di parole), ma non ho approfondito.

Dato che su WHOIS il dominio appare registrato per 1 anno, un utente interessato probabilmente si rassegnerà e proseguirà la registrazione su Network Solutions. Io ci sono cascato, ma subito dopo mi sono documentato. E, incredibile, è un bluff: la registrazione dura in realtà solo 4 giorni! Quindi, se scatta la "autoregistrazione", basta aspettare qualche giorno e registrare il dominio direttamente su GoDaddy o altri.

Spero che questo post vi aiuti a risparmiare qualche dollaro ;-) (passaparola...)

UPDATE: 26/02/08: Come prevedibile, è partita una class action contro Network Solutions.

14 febbraio 2008

Il 6% degli utenti genera il 50% dei click (e non sa perché)

Uno studio sul valore del CTR rivela che il 6% degli utenti genera il 50% dei click su banner & affini.

[Da Punto Informatico] I natural born clickers hanno tra i 25 e i 44 anni, possono godere di uno stipendio che non supera i 44mila dollari all'anno, passano molto tempo in rete, quattro volte il tempo che trascorrono online i cliccatori più moderati. [...] le dinamiche cognitive che li animano sono sostanzialmente differenti da quelle degli ordinari utenti Internet: non si lasciano sedurre dalla persuasione subliminale dei banner, ma al tempo stesso non hanno sviluppato filtri congnitivi o intolleranze agli annunci pubblicitari [... ] I loro sono clic disinteressati, clic annoiati, clic compulsivi: non è stata evidenziata alcuna correlazione tra il clic e un consolidamento dell'immagine del brand nella mente dell'heavy clicker. [...] una campagna pubblicitaria da declinare online non dovrebbe essere studiata solo per stimolare i clic, la misurazione del click through non dovrebbe essere presa come il principale punto di riferimento per valutare l'efficacia di una campagna

Lo studio riguarda solo gli USA, in Europa e Italia i numeri sarebbero differenti (credo con meno heavy clickers). Dato comunque interessante per chi ha a che fare con l'advertising e i famigerati CTR.